Tradizione e Innovazione nella Tuscia Romana

Azione di Recupero Culturale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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UnionTuscia™, l'Unione degli Imprenditori della Tuscia Romana™

La progettualità di UnionTuscia – Perché fare impresa è cultura, ovvero perché lo torni ad essere!

Il materiale originale in questa pagina è © Luciano Russo, AlterEgo & Partners e UnionTuscia: la Redazione ringrazia gli autori per averne autorizzato la riproduzione, la rielaborazione, l'adattamento e la pubblicazione nel portale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Progetti a carattere e di interesse locale nell’ambito di PianetaTuscia™ (continua)

Manca un cuore a questa Bracciano! (continua)

Il problema e il suo contesto (continua)

Coronas Metropolitanas la chiama mobilità

 

Progetti a carattere e di interesse locale nell’ambito di PianetaTuscia™
Manca un cuore a questa Bracciano!
Il problema e il suo contesto

Se si deve crescere male, meglio allora rimanere piccoli (ma non si può)
Una curiosità molto significativa
Coronas Metropolitanas la chiama “mobilità”
I quattro Comuni lacustri sono “tre”
E dov’è finito il PRUSST?

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Progetti a carattere e di interesse locale nell’ambito di PianetaTuscia™ (continua)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Manca un cuore a questa Bracciano! (continua)

   

 

                           
 

Il problema e il suo contesto (continua)

   

 

                           
 

Coronas Metropolitanas la chiama “mobilità”

   

 

                           
         

       
                               
         

 

       
 

 

 

Il Programma di iniziativa comunitaria Interreg IIIC Sud si propone di confrontare le strategie di sviluppo locale che Comuni e Enti locali possono adottare per sfruttare le opportunità offerte dalla vicinanza di grandi aree urbane, superandone le condizioni di svantaggio: vi partecipano selezionate aree metropolitane di Madrid (capofila), Roma, Berlino e Atene.

 

Nell’ambito del progetto “Coronas Metropolitanas” (Area tematica Ambiente-Territorio), l’8 giugno 2006 BIC Lazio e la Direzione Regionale Trasporti hanno organizzato a Bracciano un convegno nel quale si intendeva illustrare strategia e obiettivi della sperimentazione in corso nel territorio della Tuscia Romana.

 

14 i Comuni coinvolti in un’area di studio scelta a cavallo delle due province, Roma e Viterbo: Allumiere, Anguillara Sabazia, Barbarano Romano, Bassano Romano, Blera, Bracciano, Canale Monterano, Manziana, Oriolo Romano, Tolfa, Trevignano Romano, Vejano, Villa S. Giovanni in Tuscia.

 

 

 

 

 

 

 

 

In particolare, il progetto pilota realizzato da BIC Lazio si da una doppia finalità:

 

- favorire la programmazione congiunta tra le diverse istituzioni, attraverso uno strumento strategico di supporto (cosiddetto modello di “riequilibrio”);

 

- promuovere la conoscenza e l’uso sostenibile del territorio da parte della popolazione di Roma e dell’area metropolitana”.

 

 

La Regione Lazio contribuirà invece ad una sperimentazione con studio di fattibilità per un “sistema di trasporto pubblico integrato della Tuscia Romana”: si prevede la creazione di una linea circumlacuale del lago di Bracciano (inaugurata in occasione dell’evento è stata attiva ogni domenica di giugno e luglio 2006).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

       

Il programma dei lavori era promettente e ci si aspettava molto di più.

 

Purtoppo questo costoso convegno tenuto al Castello Odescalchi, più che una “giornata di lavori” ha offerto molti monologhi e presentazioni piuttosto misere su maxi-schermi multimediali utilizzati esclusivamente per titoli, tipo “Direttore tal dei tali della Direzione questa e quella”.

 

Disgraziatamente molti degli invitati, in “tour ecologico” intorno al lago, sono anche rimasti senza il buffet di prodotti tipici locali, miseramente saccheggiato da elementi autoctoni forse addirittura non invitati, ed il clima alla magra  “tavola rotonda” del pomeriggio non è stato dei migliori: alcuni dei relatori non sono stati neppure lasciati intervenire – “per mancanza di tempo”, e molti di loro - guarda caso - avevano delle critiche sul tema del giorno...

 

Quello che rimarrà impresso è comunque lo slogan (molto propagandistico ma, a dire il vero, almeno altrettanto vuoto) lanciato fino alla noia e alla nausea dei mentalmente presenti:

 

“Non stiamo parlando di trasporti, ma di ‘mobilità’!”.

 

 

In altre parole:

 

- noi politici non stiamo pensando di continuare a fare un bel niente per questo territorio, non solo non creando vere e permanenti occasioni di lavoro, ma lasciando che, al contrario, se ne impoverisca sempre di più, rendendolo di conseguenza ancora più schiavo del maledetto fenomeno del "pendolarismo" verso la capitale, già oggi una ottava piaga d'Egitto;

 

- noi politici non stiamo pensando di rendere "meno invivibile" Roma, evitando costosi interventi diretti sulla malsana città ed esportando comodamente le sue profonde problematiche di "bulimia metropolitana" ad una sempre più ampia zona del finora risparmiato territorio limitrofo, prima al sud e, saturato questo, ora anche al nord;

 

- noi politici non stiamo pensando di rendere più "fruibile" questo territorio, la sua pace e la sua bellezza ancora pressoché incontaminata a orde di "fagottari", i quali invadendolo come una marea la domenica e le altre feste comandate tutto prendono, niente danno, ma lasciano dietro di se il peggio del peggio da ripulire noi e a spese nostre;

 

- noi politici non stiamo assolutamente pensando di cementificare colline, valli, macchia e boschi con sempre nuove "borgate", ghetti-dormitorio per la massa, pseudo-villaggi "griffati" o dai nomi "culturali" per la nuova bassa e media borghesia o quant'altro;

 

- noi politici non stiamo di certo parlando di una "terza colonizzazione" dell'Etruria meridionale, dopo quella delle legioni romane e del papato;

 

- noi politici “non stiamo parlando di trasporti, ma di ‘mobilità’!”, mobilità per voi, "poveri indigeni isolati e statici" della Tuscia Romana...

 

 

Grazie, grazie di cuore: scusateci, ma non avevamo capito!

 

Come un nostro carissimo collaboratore, il professor Pietro Barlesi, usa dire "la sveglia, che molti di noi si intestardiscono a portare ancora tradizionalmente al collo", faceva troppo chiasso per potervi sentire - ora che ce l'avete tolta, tutto è più chiaro.