Tradizione e Innovazione nella Tuscia Romana

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"As We May Think", "Come potremmo pensare" di Vannevar Bush

La fine della guerra Il futuro della scienza o, meglio, degli scienziati

 

"As We May Think", "Come potremmo pensare"  di Vannevar Bush
La fine della guerra
– Il futuro della scienza o, meglio, degli scienziati
Il progresso dell'umanità – La limitata fruibilità della conoscenza collettiva
La gestione della conoscenza – Metodi e strumenti ormai obsoleti
I calcolatori – Due secoli persi, ma la loro ora è arrivata
La documentazione della ricerca – La tendenza di sviluppo delle tecnologie

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- Termocarta, scansione
di immagini, televisione e fotografia a distanza

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La documentazione della ricerca – I futuri metodi e procedure
I calcolatori elettronici – Il futuro è vicino
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L'evoluzione ergonomica dei calcolatori elettronici – Una nuova simbologia
L'evoluzione commerciale dei calcolatori elettronici – Un mercato di massa

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- La classificazione e la ricerca associativa - L'"ipertesto"

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dell'informazione

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“As We May Think”

“Come potremmo pensare” di Vannevar Bush

Luglio 1945

(Testo originale inglese, strutturato, provvisto di titoli e sottotitoli in Italiano ed evidenziazioni in rosso dei concetti chiave per facilitarne la lettura anche veloce e la comprensione)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La fine della guerra Il futuro della scienza o, meglio, degli scienziati

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

"This has not been a scientist's war; it has been a war in which all have had a part.

 

 

The scientists, burying their old professional competition in the demand of a common cause, have shared greatly and learned much.

 

It has been exhilarating to work in effective partnership.

 

Now, for many, this appears to be approaching an end.

 

What are the scientists to do next?

 

 

For the biologists, and particularly for the medical scientists, there can be little indecision, for their war has hardly required them to leave the old paths.

 

Many indeed have been able to carry on their war research in their familiar peacetime laboratories.

 

Their objectives remain much the same.

 

 

 

 

 

 

It is the physicists who have been thrown most violently off stride, who have left academic pursuits for the making of strange destructive gadgets, who have had to devise new methods for their unanticipated assignments.

 

They have done their part on the devices that made it possible to turn back the enemy, have worked in combined effort with the physicists of our allies.

 

They have felt within themselves the stir of achievement.

 

They have been part of a great team.

 

Now, as peace approaches, one asks where they will find objectives worthy of their best.