Tradizione e Innovazione nella Tuscia Romana

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Giovanni Vecchio – Una presentazione

 

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"I legni d'ulivo di Gianni"

 

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Giovanni Vecchio – Una presentazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giovanni Vecchio, "Gianni" per gli amici, oggi romano di adozione con radici nel Salento, a lungo emigrante e barbiere da una vita, professionalmente orgoglioso di essere uno dei sempre più rari, autentici "barbieri" ancora esistenti.
 

 

La sua passione per la scultura nasce in tarda età, in un momento molto particolare della sua vita: il giorno della morte della mamma, nel dicembre del 2001, vede un vicino di casa scaricare della legna da ardere e tra quei pezzi di tronco, rami e radici contorte d'ulivo uno attrae la sua attenzione e lo affascina per la sua particolare bellezza.

 

Da questo momento quel "cuore di tronco" non sarà più un comune pezzo di legno, ma diventerà la sua prima "scultura" nel ricordo della persona a lui più cara - lo chiamerà "Mattone d'ulivo", leggendovi e vivendovi il cuore di una pianta di oltre trecento anni, quattro volte l'età di sua madre...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gianni rimane così impressionato dalla coincidenza e da tutte le associazioni e conclusioni che ne derivano, che la cosa lo fa riflettere parecchio e a lungo sulla natura della Vita e sulla vita della Natura, spingendolo ad addentrarsi con uno slancio di istinto ed intuizione nelle intrinseche relazioni dell'esistente.

 

Decide da allora di dedicarsi a cercare e salvare altri "legni d'ulivo" tra la tanta legna destinata ad ardere, a "dargli un significato" senza manipolarli: cosa può esserci di più bello delle forme che la natura stessa ci dona in un secolare albero d'ulivo, simbolo forte della tenacità della vita?

 

 

E non è solo un hobby ma un vero healing, perché già il solo contatto con questi frammenti lignei si trasforma in un silenzioso dialogo dei sensi, fino a stimolare un rapporto di scambio intellettuale ed emotivo con la peculiare materia, viva anche da morta, medesima e cangiante in ciascuna sua forma, così unica.

 

Durante la pulitura e lavorazione dei suoi "legni d'ulivo", Gianni si sente pervaso da un senso di benessere, fisico e psichico, che trova difficile da spiegare:

 

"Ci sono momenti in cui non riuscirei a dedicarmici neppure costringendomi, mentre altre volte arrivo a lavorarci in uno stato di intenso e piacevolissimo abbandono, come se il tempo smettesse di scorrere e la Natura stessa guidasse le mie mani."